Spotify ed Apple: è di nuovo guerra

di Claudio Stoduto 0

Torna nuovamente la guerra fra Spotify ed Apple dopo un periodo di pace, se così la possiamo chiamare, delle scorse settimane.

Se vogliamo essere proprio precisi, ormai è assodato come le due aziende non riescano ad avere un rapporto sano. Ci sono in ballo parecchi contenziosi ed allo stesso tempo parliamo di due chiari concorrenti di cui uno, Apple appunto, ha un potenziale vantaggio hardware.

Questa volta il colosso svedese della musica in streaming ha indirizzato una lettera scritta dal suo cofondatore, Daniel Ek, direttamente al presidente della Commissione europea Juncker.

Il tema centrale della richiesta fa capo, ancora una volta, alla parità di trattamento che le aziende produttrici di servizi per lo streaming di contenuti musicali vorrebbero avere. In particolare, insieme al CEO di Deezer, Spotify sostiene che Apple vada ad abusare della sua posizione di vantaggio sul mercato limitando notevolmente tutta la concorrenza in una maniera che potremmo quasi definire monopolistica.

Il denaro è ovviamente il punto fermo di questa azione collettiva. Sappiamo infatti che Apple da sempre applica una tassazione del 30% per tutti gli utenti che procedono al completamento dell’iscrizione del servizio tramite l’applicazione sui prodotti iOS. Questo aspetto non va giù ai concorrenti che sempre più spesso invitano gli utenti a procedere all’iscrizione tramite il proprio sito internet per poter incassare una quota maggiore di denaro.

Apple dal canto suo ha il grande vantaggio di possedere uno degli store di applicazioni più grandi al mondo e, giustamente producendo il servizio, ci guadagna. Dall’altra parte abbiamo anche la presenza di Apple Music che permette agli stessi utenti di abbonarsi direttamente con pochissimi tap già dal proprio iPad o iPhone senza dover ricorrere ad applicazioni esterne da installare. Questo ultimo aspetto porta anche un ulteriore vantaggio alla società di Cupertino, specie se considerata la non propensione di moltissimi utenti nel conoscere anche solo l’App Store (e no, non stiamo scherzando) ed il suo scopo. Avendo l’applicazione Musica già lì preinstallata sugli smartphone e tablet, risulta facilissimo iscriversi ad Apple Music senza troppi fronzoli ed anzi, da qualche tempo a questa parte, gli inviti nel provare il servizio sono fatti anche in manier molto più esplicita e diretta.

La situazione, come già detto, non è affatto nuova. Sono già state aperte delle ulteriori contestazioni negli anni passati, ma niente è mai stato realmente risolto in favore di queste aziende produttrici esterne. Apple, ma anche la stessa Google, applicano dei comportamenti che possono essere considerati sleali per alcuni aspetti, ma alla fine, purtroppo per Spotify e gli altri, il sistema operativo è di loro proprietà.

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